Sidney Corbett, Presidente Onorario di SHE LIVES, compositore, professore presso l'Università di Performing Arts di Mannheim

“Sono stato coinvolto in SHE LIVES sin dalla sua creazione. In quanto compositore sono chiaramente un utopista e dunque connesso con una visione utopica del mondo e non credo che esista una visione più utopica di SHE LVES e della passione che Fabiana ha nel cercare di trasformare la situazione attuale della musica contemporanea. Bisogna anche tenere in conto che è importante considerare la tipologia di musica a cui SHE LIVES si rivolge.
Cosa significa oggigiorno musica contemporanea? Ricordo che Ligeti era solito dire: “La musica antica è morta, ma anche la nuova musica è morta”. In questo senso sono sempre molto felice quando le persone che ascoltano la mia musica mi dicono che non suona come nuova musica. Penso sia importante che si cerchi di rispondere ai tempi in cui viviamo. Quello che apprezzo molto in SHE LIVES è anche la decisione di scegliere in modo chiaro quale musica, quali compositori vengano supportati, come Eötvös e lo stesso Elia, compositori a cui interessa liberare se stessi dal cliché di essere considerati compositori di musica “nuova” e che si preoccupano invece di comporre buona musica.”

Guido Barbieri, co-fondatore SHE LIVES, Rai Radio 3, critico musicale

“La musica del nostro tempo, quella che i francesi chiamano musique vivante, vive da almeno mezzo secolo una grave crisi di separatezza: dal sistema delle altre arti, dal corpo sociale che dovrebbe esprimerla, dalla sensibilità comune, persino dalla musica del tempo che non è più nostro. Il male più straziante, e pericolosamente diffuso, è quello di considerarla non un’opportunità di godimento e di conoscenza, bensì una sorta di dovere morale al quale, nel migliore dei casi, svogliatamente rassegnarsi.
Credo che il progetto di SHE LIVES contenga gli strumenti teorici e la consapevolezza empirica capaci di rovesciare, almeno “localmente”, questa pericolosa convinzione. La scelta rigorosa di opere e compositori sulla base dell’appartenenza alla contemporaneità, la netta distanza focale dagli stereotipi della cosiddetta “musica contemporanea”, la ricerca di una relazione biunivoca e osmotica tra compositori e interpreti, il privilegio dato ai compositori estranei ai meccanismi del mercato, la volontà di infrangere la ritualità della forma concerto e dei suoi spazi convenzionali mi sembrano le medicine più potenti ed efficaci per curare la separazione della musica d’arte dal proprio tempo e per ridonarle tutta la sua prepotente carica cognitiva.”

Alessio Elia, co-fondatore SHE LIVES, compositore

“Sostengo da sempre SHE LIVES perché rappresenta una delle pochissime voci nel mondo che vuole dare vita alla musica dei nostri tempi senza aderire a logiche di scambi di favori, a quel do ut des che ha irrimediabilmente distrutto e affossato ovunque non solo la cultura, ma ogni forma di relazione umana. Nel programma di sala dell’evento-anteprima di presentazione del progetto, nel 2012, si leggeva la frase di Platone Se cambia la musica, cambieranno anche le istituzioni più importanti. Sostenere SHE LIVES per me significa credere nella possibilità di migliorare, attraverso la sensibilizzazione alle forme della conoscenza, il rapporto che ogni individuo instaura con un altro individuo.”

lasse thoresen, compositore, professore presso l'Accademia Norvegese di Musica

“Viviamo in tempi in cui il cinismo è considerato come realismo, e l’idealismo è considerato ingenuo. Tuttavia ci sono musicisti e compositori che nonostante le esigue prospettive di denaro o successo, perfezionano la loro arte e danno il meglio di sé. Per questi musicisti è confortante che qualcuno – altrettanto idealista e altruista – decida di aiutare e facilitare la strada della musica dal compositore al pubblico. Il creatore non è mai autosufficiente: un tutore o agevolatore è necessario, e il tutore non è meno importante del creatore.
L’idea di Fabiana Piersanti di creare SHE LIVES è coraggiosa e tempestiva, e quel che è di più: ha già portato a risultati concreti. La sua iniziativa merita il sostegno di tutti coloro che riconoscono i valori culturali per amore dei quali SHE LIVES è stata fondata.”

Mario Gamba, critico musicale del Manifesto

“Cara Fabiana, bella idea questa di tre concerti monografici dedicati alla contemporaneità musicale in Ungheria e tra l’Ungheria e l’Italia. Eötvös, Jeney, Elia: due riconosciuti esponenti della musica dell’oggi nati in Ungheria, un giovane compositore italiano che ha recentemente vinto il più importante concorso di composizione ungherese, premiato dallo stesso Eötvös. Proprio Eötvös, un ungherese cittadino del mondo, festeggia i suoi settant’anni e SHE LIVES incontra l’Ungheria è l’unica rassegna italiana che lo omaggia nell’occasione con un concerto speciale.
Stimolante il modo in cui la tua creatura, SHE LIVES, si presenta sulla scena dei festival dopo alcune prestigiose iniziative di punta isolate, memorabile quella realizzata all’Istituto Svizzero di Roma con la presentazione/allestimento geniale del Secondo Quartetto per archi di Morton Feldman. Alla guida della tua dinamica e originale associazione hai pensato non di cercare fondi presso enti ormai del tutto sordi ai richiami dell’arte ma di promuovere un mecenatismo diffuso, capillare. La fortuna non potrà che arridere a SHE LIVES e a te che sei la sua intelligente direttrice artistica.”

Gabriele Bonolis, direttore d'orchestra

“Direi che SHE LIVES potrebbe definirsi una spina nel fianco della nostra pigra società: pungolare le menti e combattere l’immobilismo culturale largamente diffuso sembrano essere i pensieri costanti dell’instancabile Fabiana e della sua associazione.
Con il fondamentale supporto di un noto “guastatore” come Guido Barbieri e di uno spirito musicale libero come quello di Alessio Elia, la Piersanti è alla continua ricerca di sogni musicali da poter trasformare in realtà; e riesce sempre nel suo intento!
Attenzione: chi tenterà di opporsi alla sua irrefrenabile ricerca di alte espressioni musicali del nostro tempo e del XX secolo, verrà irrimediabilmente travolto dal suo contagioso entusiasmo!
In una parola: grazie Fabiana per il tuo indefesso e nobile impegno!”

Mario Brunello, violoncellista

“Mi piace molto la Signora SHE LIVES! Ha un bellissimo vestito, ma soprattutto il contenuto… E poi ha intorno tutte belle persone, spero di conoscerla presto!”

Nicola Sani, sovrintendente Teatro Comunale di Bologna, direttore artistico Accademia Musicale Chigiana, compositore

“Un grandissimo in bocca al lupo per la partenza di SHE LIVES e un partecipe augurio per un brillante futuro del vostro esaltante progetto! Complimenti sincerissimi per le interessanti iniziative che state proponendo e con le quali sono in totale sintonia. Sono con voi, consideratemi un fiancheggiatore convinto…”

László Tihanyi, compositore, direttore d'orchestra, professore presso l'Accademia Liszt di Budapest

“SHE LIVES è una delle più congeniali associazioni che abbia mai incontrato. Molte altre organizzazioni lavorano più o meno con successo nel settore della musica in tutto il mondo, ma a quanto vedo SHE LIVES ha un grado di complessità nel suo modo di pensare che trovo davvero unico. Penso sia molto positivo che il team che ci lavora cerchi un modo diverso per raggiungere un possibile pubblico per la musica contemporanea. Sono davvero felice di prendere parte a questo progetto.”

Mauro Cardi, compositore

“Oltre che per l’indiscutibile rilevanza artistica del progetto, SHE LIVES merita di essere sostenuta per l’entusiasmo che anima l’iniziativa, per la sua filosofia, così lontana dagli schemi paludati, come dalle vittimistiche autocommiserazioni della musica d’oggi: sono il suo coraggio e la sua visione utopistica che vanno condivisi. Da un’idea personale della nuova musica, da un intreccio di poetiche e destini si creano sinergie e si concepisce un progetto, lo si difende, si prova a diffonderlo sfruttando i canali nuovi a disposizione della creatività e della promozione, assumendosi i rischi insiti nell’operazione, e tutto ciò provoca un insolito stupore, nell’attesa, non inerte, ma curiosa e partecipativa, che tutto ciò torni presto ad essere normale.”

Sergio Lanza, compositore

“Mi sento profondamente consonante con lo spirito fondativo di SHE LIVES e sarei felice di farne parte offrendo il mio contributo di pensiero, musicale e no.
Vivo sulla mia pelle, come tanti che operano in questo settore, una certa sensazione di disagio nel sentirmi appartenente al grande flusso di idee che inondano la vita, che è appunto contemporanea a queste idee, e dover lottare per l’ovvio, perché le idee musicali, che di questo flusso fanno parte, vengano accolte, non solo con dignitosa curiosità, ma anche con appassionata partecipazione. Colpa di una certa tradizione di concerti d’avanguardia, di una forma di sordità degli intellettuali e di una diffusa miopia di tanti colleghi musicisti ‘accademici’. Nonostante questo, tante cose ottime si fanno, tanti incroci fecondi nascono tra percorsi artistici e culturali e umani…”

Claudio Morandini, scrittore

“Sostengo gli amici di SHE LIVES perché della musica coltivano un’idea insieme alta e affabile; perché non hanno perso fiducia nell’intelligenza del pubblico; perché sanno esplorare instancabili il repertorio meno conosciuto e lo vogliono condividere.”

Andreas Luca Beraldo, direttore d’orchestra, fondatore Impronta Ensemble e Edition Impronta

“Seguo la voglia di voler fare musica e credo nell’ideale che la musica possa educare e migliorare l’uomo, e per questo abbiamo bisogno di musica di oggi, di SHE LIVES, di Alessio Elia, di Fabiana Piersanti – persone straordinarie, visionari e carissimi amici.”

BCVassociati, communication design

“Tra i tanti amici di BCVassociati e di Giallo c’è l’associazione culturale SHE LIVES fondata da Fabiana Piersanti, Guido Barbieri e Alessio Elia, che si è caricata della responsabilità di far conoscere e familiarizzare i contemporanei con la propria musica.
A loro non basta organizzare concerti! E neppure limitarsi al bel festival. Si sono impegnati a combattere qualsiasi stereotipo o pregiudizio, secondo i quali la musica cosiddetta contemporanea sarebbe un qualcosa per le orecchie e le sensibilità di pochi e a superare nella prassi, la vetusta endiadi che distingue tra musica colta e musica popolare, tra musica d’arte e musica d’uso.
Tifiamo per SHE LIVES!”